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Herbie Hancock

30 Ottobre, ore 20:30

Herbie Hancock torna in Sardegna

Il 30 Ottobre 2019, al Centro Congressi della Fiera di Cagliari, Herbie Hancock torna a incantare il pubblico sardo.

Entrato nella sesta decade della sua incredibile vita professionale, Herbie resta dove è sempre stato: nell’avanguardia della cultura mondiale, della tecnologia, del business e della musica.

Leggendario pianista e compositore, Herbie ha ricevuto l’Academy Award per la colonna sonora di ‘Round Midnight oltre a 14 Grammy Awards, tra cui Album of the year.

Attualmente ricopre il ruolo di Creative Chair for jazz presso la Los Angeles Philarmonic e quello di Institute Chairman al Thelonious Monk Institute of Jazz

Nel 2011 Herbie è stato nominato ambasciatore UNESCO (Goodwill Ambassador) dal direttore generale dell’UNESCO Irina Bokova; nel 2013 riceve il Kennedy Center Honors Award e nel 2016 il Grammy Award for Lifetime Achievement.

I biglietti per il solo spettacolo di Herbie Hancock saranno disponibili all’esaurimento degli abbonamenti.

I primi 100 abbonamenti saranno disponibili ad un prezzo speciale.

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Biografia

Herbie Hancock è una vera icona della musica. Attraverso le sue esplorazioni, ha trasceso limiti e generi, mantenendo sempre inalterata la sua vocazione. Dopo una carriera che spazia in 5 decadi, che hanno portato in dote 14 Grammy Awards, tra cui quello di “Album of the Year” per il suo “River: The Joni Letters”, Herbie continua ad ammaliare il pubblico di tutto il mondo.

Solo pochi artisti hanno avuto più influenza di Herbie Hancock sul jazz acustico, elettronico e sull’R&B.
Come l’immortale Miles Davis dichiarò nella sua autobiografia “Herbie era un passo avanti a Bud Powell e Thelonious Monk, e non ho ancora sentito di nessuno che possa competere con lui.”

Nato a Chicago nel 1940, Herbie si affermò subito come bambino prodigio del piano; all’età di 11 anni si esibì con la Chicago Symphony Orchestra in un concerto di Mozart. Cominciò a suonare jazz alla high school, influenzato inizialmente da Oscar Peterson e Bill Evans. Sviluppò inoltre una passione per l’elettronica e le scienze fino a laurearsi in musica ed ingegneria elettronica al Grinnell College.

Nel 1960, Herbie fu scoperto dal trombettista Donald Byrd. Dopo due anni di sessioni di lavoro con Byrd, Phill Woods e Oliver Nelson, firmò con Blue Note come solista. Nel 1963 il suo debutto sulla scena con l’album “Takin’ Off” fu un successo immediato, trainato anche dalla hit “Watermelon Man”.
Nel ’63, Miles Davis invitò Herbie ad unirsi al Miles Davis Quintet. Durante i suoi 5 anni con Miles, Herbie e i suoi colleghi Wayne Shorter (sax tenore), Ron Carter (basso) e Tony Williams (batteria) incisero numerosi classici, tra cui “ESP”, “Nefertiti” e “Sorcerer”. Successivamente Herbie apparì nel pioneristico album di Davis “In a Silent Way”.

La carriera solista di Herbie esplode con Blue Note, grazie ad album diventati classici come “Maiden Voyage”, “Empyrean Isles” e “Speak Like a Child”. Hancock compose le musiche per il film del 1966 di Michelangelo Antonioni “Blow Up”, dando il via ad una carriera di successo anche nella musica per film e televisione.

Dopo aver lasciato Miles, Herbie formò una nuova band chiamata “The Headhunters” e, nel ’73, registrò “Head Hunters”. Con la hit crossover “Chameleon”, Head Hunters diventò il primo disco jazz a conquistare il platino. Dalla metà degli anni ’70, i concerti di Herbie riempivano gli stadi e le grandi arene di tutto il mondo, mentre le classifiche pop contavano almeno 4 suoi album alla volta. In totale sono stati 11 gli album di Herbie nelle classifiche pop degli anni ’70.
Le sue produzioni degli anni ’70 ispirarono e fornirono campioni per generazioni di artisti hip-hop e dance music. Nello stesso periodo rimase fedele al suo amore per il jazz acustico, registrando ed esibendosi con VSOP (riunendosi con i suoi colleghi del Miles Davis Quintet) e in duetto con Chick Corea e Oscar Peterson.

Nel 1980, Herbie presentò al mondo il trombettista Wynton Marsalis come solista, producendo il suo album di debutto e girando in tour con lui. Nel 1983 iniziò una serie di collaborazioni con Bill Laswell, assecondando la spinta della sua parte più alternativa. Il primo frutto della collaborazione “Future Shock” conquistò un altro platino, ed il singolo “Rockit” salì in cima alle classifiche dance e R&B vincendo un Grammy per il “Best R&B Instrumental”. Il video del brano vinse inoltre 5 MTV Awards. “Sound System”, il seguito, ricevette un Grammy nella categoria R&B instrumental.

Herbie vinse un Oscar nel 1986 per la colonna sonora del film “’Round Midnight”, in cui apparve anche come attore. Numerose apparizioni televisive nel corso degli anni lo portarono ad affermarsi anche come conduttore negli show degli anni ’80 “Rock School” su PBS e “Coast to Coast” di Showtime.

In seguito ad un avventuroso progetto per la Mercury Records nel 1994 “Dis Is Da Drum”, firmò con l’etichetta Verve, formando una all-star band per incidere l’album “The New Standard”, vincitore del Grammy del 1996. Nel ’97 uscì un album di duetti con Wayne Shorter “1+1”

I leggendari Headhunters si riunirono nel 1998, incidendo un album e girando in tour con la Dave Matthews Band. Lo stesso anno venne registrato e pubblicato “Gershwin’s World” in cui compaiono collaborazioni con Joni Mitchell, Stevie Wonder, Kathleen Battle, la Orpheus Chamber Orchestra, Wayne Shorter e Chick Corea. “Gershwin’s World” vinse tre Grammy nel 1999, tra cui il “Best Traditional Jazz Album” e “Best R&B Vocal Performance” per il brano di Stevie Wonder “St Louis Blues”.

Herbie si riunì con Bill Laswell per collaborare con alcuni giovani artisti hip-hop e techno nel progetto del 2001 “FUTURE2FUTURE”. Nel 2002 registrò un live album con Roy Hargrove e Micheal Brecker, “Directions in Music: Live at Massey Hall”, un tributo a John Coltrane e Miles Davis.

“Possibilities” uscito nell’agosto 2005 vide Herbie collaborare con altri celebri artisti come Sting, Annie Lennox, John Mayer, Christina Aguilera, Paul Simon, Carlos Santana, Joss Stone e Damine Rice. Lo stesso anno trovò il tempo di ri-formare gli Headhunters e di esibirsi in una serie di concerti, diventando il primo “Artist-In-Residence” presso il festival del Tennessee Bonnaroo.

Nel 2007 Hancock registrò e pubblicò “River: The Joni Letters”, un tributo al collaboratore e amico di lunga data Joni Mitchell, co-prodotto da Larry Klein, nel quale figurano anche Wayne Shorter, il chitarrista Lionel Loueke, il bassista Dave Holland e il batterista Vinnie Colaiuta. Incaricò Norah Jones, Tina Turner, Corinne Bailey Rae, Luciana Souza, Leonard Cohen e la stessa Mitchell di cantare canzoni che Joni scrisse o dalle quali fu ispirata.
L’album ricevette recensioni entusiaste entrando nelle Top 10 dell’anno per molti critici musicali e aggiudicandosi tre Grammy Awards, incluso “Album of the Year”; Herbie è uno dei pochissimi musicisti jazz ad aver ricevuto tale onore.

Nel 2010 viene pubblicato l’acclamato disco “Herbie Hancock’s The Imagine Project”, vincitore di due Grammy Awards per la “Best pop Collaboration” e “Best Improvised Jazz Solo”. Utilizzando il linguaggio universale della musica per comunicare i temi per lui centrali di pace e responsabilità globale, il progetto “Imagine” fu registrato in varie parti del mondo con un gruppo di musicisti stellari tra cui spiccano Jeff Beck, Seal, Pink, Dave Matthews, The Chieftains, Lionel Loueke, Oumou Sangare, Konono #l, Anoushka Shankar, Chaka Khan, Marcus Miller, Derek Trucks, Susan Tedeschi, Tinariwen, e Ceu.

Il successo di Herbie Hancock non si limita alla sua carriera tra palcoscenico e studi di registrazione. Recentemente è stato nominato “Creative Chair for Jazz” dalla Los Angeles Philarmonic; attualmente ricorpre il ruolo di Insitute Chairman presso il “Thelonious Monk Institute of Jazz”, la più importante organizzazione internazionale dedita allo sviluppo del jazz ed alla sua diffusione globale. Hancock è inoltre il fondatore di “The International Committee of Artists for Peace” e si conquistò il riconoscimento di “Commandeur des Arts et des Lettres” dall’ex primo ministro francese Francois Fillon.

Nel luglio 2011 Hancock viene nominato “Goodwill Ambassador” dal direttore generale dell’UNESCO Irina Bokova che ne riconobbe l’impegno per la promozione della pace attraverso il dialogo, la cultura e le arti.
Un ruolo che richiede di contribuire alla mission dell’UNESCO di promuovere la mutua comprensione tra culture diverse, in particolare favorendo lo sviluppo di nuove idee creative tra i giovani, per trovare soluzioni ai problemi globali e tutelare la grande varietà delle espressioni artistiche. La ristretta cerchia degli UNESCO’s Goodwill Ambassadors è formata da un gruppo di celebrità che hanno generosamente accettato di usare il proprio talento e il proprio status per attirare l’attenzione del mondo sugli obiettivi e scopi dell’UNESCO nei propri ambiti di competenza: educazione, cultura, scienza e comunicazione/informazione.

Nel dicembre 2013, Herbie ricevette il prestigioso Kennedy Center Honor. L’anno successivo fu nominato “2014 Norton Proffessor of Poetry” a Harvard, completando una serie di letture “The Ethics of Jazz” come parte del “Charles Eliot Norton Lecture Series” per un periodo di sei settimane.
Le sue memorie, Herbie Hancock: Possibilities, furono pubblicate da Viking nel 2014, mentre nel Febbraio 2016 si aggiudicò il “Grammy Lifetime Achievement Award”. Hancock è inoltre membro della “American Academy of Arts and Sciences”

Ora, nella sesta decade della sua vita professionale, Herbie resta dove è sempre stato: nell’avanguardia della cultura mondiale, della tecnologia, del business e della musica. Sebbene nessuno sappia esattamente quale sarà la sua prossima mossa, ciò che è certo è che qualsiasi cosa faccia, Herbie Hancock lascia la sua impronta indelebile.

Luogo

Centro Congressi Fiera di Cagliari
via Emanuele Pessagno
Cagliari, Sardegna 09126 Italy
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